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I SEGRETI NASCOSTI NEI “NIDI” DE LA PERGOLA 
Quando l’innovazione entra in cantina 


Chi si dice pazzo del vino non può ritenersi appagato finché non mette piede al piano –2 dell’Hotel Rome Cavalieri. L’ascensore si apre ed ecco che magicamente entriamo in quello che si può defi nire il “paese delle meraviglie” per tutti gli amanti del bere: la cantina del ristorante La Pergola.

Tra le oltre 60.000 bottiglie, ci mettiamo, guidati da Marco Reitano e Matteo Anselmi - rispettivamente chef sommelier e sommelier de La Pergola - alla ricerca della bottiglia che nessuno oserebbe chiedere mai e non per questioni di prezzo, ma perché ne sottovaluterebbe l’esistenza. 

Ed ecco che appaiono ai nostri occhi 4 gioielli dell’enologia internazionale: Chateau D’Yquem 1893, Chateau Lafite Rothschild 1912, La Grande Dame di Veuve Clicquot del 1962 e il Madeira Riserva 1880. Rarità per il palato dal valore inestimabile, che fanno da cornice alle oltre 3.500 etichette presenti; bottiglie comprate da collezionisti privati e attraverso aste internazionali come Christie's o Sotheby's” racconta Marco, e che rendono la Cantina un gioiello fra i migliori al mondo". 

Non è stato facile costruire tutto questo impero del vino, "gli artigiani della pietra lavoravano anche di notte e noi, finito il servizio al ristorante, scendevamo in cantina insieme ad Heinz (NdR Heinz Beck - Chef pluristellato de La Pergola) per seguire i lavori, per non sbagliare e per creare un luogo che potesse essere funzionale per il nostro ristorante. Instancabili, anche a tarda ora non mancava l’entusiasmo per catalogare le bottiglie e passarle dal vecchio magazzino alla nuova struttura che stava nascendo. Eravamo orgogliosi di poter contribuire a questo nuovo progetto, che avrebbe sicuramente segnato un momento importante per il raggiungimento dei nostri obiettivi". 

Nel 1996, dopo 3 mesi di lavori, la Cantina giunge a compimento, rappresentando il giusto equilibrio tra design e funzionalità. Costruita interamente in pietra leccese sia grezza che lavorata, al fine di mantenere l’umidità e la temperatura controllata all’interno dell’ambiente, la Cantina presenta una struttura a nido d’ape che permette una facile gestione dei prodotti, numerati sotto ogni “nido” con un ordine esteticamente e funzionalmente rilevante. Un sistema di areazione permette di avere, attraverso delle specifiche bocchette per i flussi esterni, un’umidità costante al 65% e una temperatura interna di 17°, controllata da un moderno sistema elettronico estremamente sensibile alle variazioni. La Cantina è assolutamente visitabile e i materiali d’arredo sono stati scelti anche a questo scopo; troviamo infatti, tra gli infiniti “nidi” e scaffali, un tavolo in cristallo, attorno al quale poter degustare in tranquillità, immersi nello scibile della migliore produzione mondiale.

In realtà però, il fascino di questo luogo lo si subisce solo in un secondo momento, quando si chiarisce che il perché di tanta fama non è dato dalle architetture o dalla quantità dei vini, ma dalla qualità che risiede in ogni bottiglia e dai segreti nascosti in ognuna di esse. Viaggi tra storie di paesi e culture diverse, tra sapori e aromi infiniti.

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